The bootstrap paradox

in #philosophy3 years ago

Una delle cose più belle che una serie tv, un film, un'opera teatrale può offrire è la curiosità.

La curiosità di capire di cosa si stia parlando, la curiosità di approfondire quel termine cosa significhi, quell'evento quando sia accaduto, quel personaggio storico che abbia realizzato, quella formula cosa voglia dire e cosi via.

Capita dunque di imbattersi in una miriade di cose di cui non conoscevamo l'esistenza  e questo fenomeno quando si parla di serialità è sviluppato all'ennesima potenza proprio perchè c'è tanta costruzione di storie e personaggi e le serie durano anni disseminando una marea di indizi e riferimenti che vale la pena approfondire.

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Per chi avesse visto la seconda, meravigliosa stagione di "Dark" c'è stata sicuramente una cosa che tutti ci siamo precipitati a ricercare ed approfondire di corsa: il paradosso di Bootstrap.

Detto anche paradosso di predestinazione, esso è utilizzato continuamente nella serie e viene ripescato con enorme maestria.

Lo abbiamo visto citare anche in altre occasioni, in altre serie o film.

Paradossalmente credo che la migliore interpretazione l'abbia dati il Doctor Who dell'era Peter Capaldi presentandoci il paradosso di Beethoven.

 Immaginate di avere un viaggiatore nel tempo che ama Beethoven e che decide di viaggiare nel tempo per incontrare il suo eroe. Eppure all’arrivo scopre che Beethoven non ha mai scritto la musica che il viaggiatore ama e mai lo farà. Il viaggiatore nel tempo, disperato, decide di copiare tutti i suoi brani preferiti di Beethoven. Il piano ha successo e diversi anni dopo il nostro viaggiatore può ascoltare il suo compositore preferito. Allora decide di andare a incontrarlo, ed eccoci di nuovo al punto di partenza.
La domanda quindi è: chi ha davvero scritto la quinta di Beethoven? 

In Dark ad un certo punto viene proferita una frase secondo me perfetta per descrivere laconicamente gli effetti del paradosso di Bootstrap.

In riferimento ad un manoscritto qualcuno dice:

Quest' oggetto non è mai stato creato.

Sintesi perfetta se ripensate all'esempio relativo alla quinta di Beethoven.

E' un paradosso affascinante che non smette di assillare lo spettatore o comunque la mente curiosa di chi su queste cose ci perderebbe giorni interi a cercare di capire e rileggere decine di articoli in merito.

Ecco una delle motivazioni più forti che potreste addurre a chi vi chiede perchè siete appassionati di serie tv, film, teatro ecc.

Non dirigetevi immediatamente nella zona nella quale provate a spiegare in mille modi quali sono i cardini della vostra passione. Uno dei motivi più forti è che se si è curiosi, ma curiosi davvero, dalle serie tv si impara tantissimo.

Se si ha voglia di approfondire ovviamente. In quel caso vi si apriranno tanti mondi, uno dei quali vedrà il vostro io più adulto leggere questo articolo che vi parla di paradossi temporali.

A quel punto il vostro io più adulto tornerà indietro nel tempo a questo esatto momento, e dopo aver scritto questo articolo punterà il mouse in basso a sinistra cliccando su "Post".

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@serialfiller , tu scrivi molto bene complimenti

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